Concerto Robbie Williams a San Siro (MI)
Sabato 22/07/2006
 
 
 
 
 
 
 

Dream of a midsummer night….Sabato sera, 22 luglio 2006 (quella che tutti i meteorologi annunciavano come la giornata più calda dell’anno) alle ore 21 lo stadio di San Siro si infiamma di più, tra i 40 gradi e le palle infuocate lanciate nel cielo milanese da un palcoscenico spettacolare, e tra urla, applausi e fumi bianchi appare lui, the king of pop, il monello della musica internazionale, Robbie Williams.

Così è iniziata l’unica tappa italiana del “Closer Encounters Tour”, sicuramente uno dei più riusciti tours di musica pop di tutti i tempi, per la scenografia e gli effetti speciali, per la stravaganza del personaggio e la sua personalità trasgressiva, per la sua musica che ha trascinato e travolto le oltre 73.000 persone di un pubblico decisamente eterogeneo, per due ore, ininterrottamente.

“..I swear…I swear…I swear on my mother…that I’ve never ever seen or heard a crowd like that...” (“..giuro su mia madre che non ho mai mai visto né sentito un pubblico come questo…”), c’è da credergli, queste solo alcune delle parole spese di continuo (“Milano sei proprio figo..”) da Robbie durante il concerto rivolgendosi alla sua folla in delirio, quando il maxischermo inquadrava da vicino quella faccia da schiaffi che tutti avrebbero voluto stropicciare, con gli occhi sgranati e realmente stupiti, per essersi trovato di fronte ad uno stadio di italiani ancora in piena esaltazione “mondiale”.

Quindi, tra “Radio” (brano di apertura) e “Sin Sin Sin”, via al coro tormentone di questa estate, quello che canticchiamo anche sotto la doccia da quando la nostra Nazionale si è aggiudicata il titolo ai campionati del mondo, coro a cui ha partecipato anche Robbie, entusiasta e patito (si sa) di football, avvolto nel tricolore, “…championi del mondo…”. Già. Lo siamo davvero.

Qualche battuta sul fatto che la mattina il medico gli aveva sconsigliato di andare in scena, ma poi grazie ad una puntura (“..mi sono fatto il c…. per voi!..”) fortunatamente è riuscito a tornare in forma smagliante e pronto per il suo mega- gig, e poi di nuovo musica, con “Rock DJ”, “Millenium”, “Make me pure”, “Me and my shadow” (acustica), “Feel”, “Strong” (stile karaoke, con le parole che scorrevano sul maxi-schermo), e l’anteprima mondiale “Rudebox”, che farà parte del suo prossimo album in uscita a settembre, canzone in un miscellaneo stile eletcronic-funk-pop.

Qualche accenno al suo vecchio gruppo dei Take That, cantando Back for Good “…maybe the only nice song of the group…no, the nicest one” – si è poi corretto.

Robbie che scende dall’alto in una specie di balcone volante calato dalla cima del suo palcoscenico, poi la romantica “Angel” da accendino, e “…Thank you, thank you for having me let partecipate to your party…”(“Grazie, grazie per avermi fatto partecipare alla vostra festa…”), poi tra i fumi bianchi dell’inizio è scomparso, da vero re del pop.

Grazie a te, Robbie.

[A cura di Roberta Marini]

 

Robbie Williams per una bollente San Siro
22 luglio 2006 MILANO - Fin dalle prime ore del mattino lo Stadio Meazza è circondato da una folla di ragazzi..che con il passare delle ora si fa sempre più densa e scalpitante.
Lentamente passano le ore ma nemmeno i 40 gradi di San Siro riescono a distrarre i numerosissimi fans, arrivati da ogni parte d’Italia, dal loro intento…arrivare sotto il palco per ammirare da vicino Robbie.
Entrare al Meazza è emozionante, un vero e proprio spettacolo, musica, ole,cori, tutti gli anelli stracolmi e tutti in attesa della festa che stà per avere inizio.
Finalmente giungono le h.20 e dopo un’interminabile pomeriggio di attesa sotto il sole cocente di Milano l’adrenalina comincia letteralmente ad esplodere, stadio completamente gremito, atmosfera elettrizzante.
La situazione si accende ancor di più al risuonar delle prime note di We Will Rock, sui maxi schermi appaiono Robbie e anke il grande Freddie..è delirio.
h.21 come volesse usare uno dei vecchi trucchi delle rockstar maledette, Robbie appare da una botola fra fumi rutilanti e tutto lo stadio sembra letteralmente impazzire, un boato enorme lo accoglie e vengono spiegati centinaia di teli e cartelli giganti con proposte varie per l’acclamato divo del pop (del tipo “stanotte portaci con te nel tuo hotel”ecc…).
Robbie è in gran forma, parte alla carica ed apre il concerto con Radio, seguono Rock Dj e con la terza canzone mette in atto il numero che infuoca gli animi, impugna il tricolore.
E’ scatenato avvolto dai colori dei campioni del mondo, rimane più volte sbalordito dal calore dei 72.000 di San Siro.
Tra i numerosi vecchi e nuovi successi da Millenium a Moonsoon, da Kids a Back for good (vecchio successo dei Take That) , Williams ha colto l’occasione per presentare in anteprima il brano “Rudebox”, mix pop-elettro-funk che anticipa l’album in uscita il prossimo 18 settembre.
Durante lo spettacolo invita sul palco il suo caro amico Johnny e insieme duettano un paio di canzoni; che dire ascoltare e vedere Robbie sul palco è estremamente divertente, scorazza come un matto da una parte all’altra, pur non apparendo molto atletico è instancabilmente scatenato, addirittura sulle note dell’ormai “popopo” nazionale salta battendo le mani e urlando “Campioni del mondo” insieme a noi.
Dopo due ore di fuochi d’artificio lo spettacolo si conclude con un must per gli accanti fans, Robbie saluta tutti sulle note della bellissima Angel che tutto lo stadio canta insieme a lui.
Si congeda “I’ve never seen anything like this before..Thank you for introducing me to your party tonight!”
(non ho mai visto nulla di simile..Grazie per avermi invitato alla vostra festa stasera).
Grazie a te Robbie.
Grande grande grande serata a San Siro.

[A cura di Laura Matterazzo]

 
 
 
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